Per trapianto autologo di tessuto adiposo (lipofilling o autotrapianto di grasso) si intende il prelievo di grasso da una zona donatrice (parete addominale, arti inferiori) ed il suo impianto in una zona ricevente.

Tale metodica, introdotta per la prima volta nel 1910 da Hollander per il trattamento di perdita di sostanza a carico del volto e della regione mammaria è stata successivamente abbandonata per l’alta percentuale di insuccesso dell’impianto dovuto alla tipologia dell’innesto (frammenti liberi non vascolarizzati). La metodica è stata ripresa successivamente nel 1985 da Illouz e Fournier (Parigi) a seguito dell’introduzione della lipoaspirazione che ha consentito di trasferire non più lembi liberi di grasso bensi cellule adipose garantendo pertanto la sopravvivenza dell’innesto. Nei primi anni ’90 Sidney Coleman ha standardizzato la metodica definendo l’esatta modalità del prelievo, il suo trattamento (lavaggio e centrifugazione) e la tecnica d’impianto. Ulteriori acquisizioni si sono avute recentemente (2001 – 2007) da molti ricercatori tra cui Gino Rigotti (Chir. Plast. Università di Verona), Sidney Coleman (Chir. Plast. Università New York), Maurizio Nava (Chir. Plast. Istituto Nazionale dei Tumori – Milano) Mario Rietjens (Istituto Europeo di Oncologia – Milano) che hanno dimostrato che il tessuto adiposo, insieme al midollo osseo, ha la più alta concentrazione di cellule staminali totipotenti del nostro corpo in grado, una volta impiantate in un tessuto patologico, di determinare la rigenerazione dei vari tessuti (adiposo, connettivo, vascolare, nervoso etc.) rappresentando a tutti gli effetti quella che comunemente oggi viene universalmente riconosciuta come Medicina Rigenerativa.

Modalità di esecuzione: il Lipofilling viene generalmente eseguito in anestesia locale in regime di Day Hospital (vedi Fig. 1, 2). La tecnica di impianto prevede l’aspirazione (previa infiltrazione con anestetico locale e mediante l’impiego di siringhe da 10ml e cannule del diametro di 2mm) di tessuto adiposo dalla regione donatrice (parete addominale, trocanterica e ginocchia); il tessuto adiposo aspirato (lipoaspirato) viene successivamente centrifugato (per separare la componente liquida dalla parte cellulare) e iniettato (con siringhe da 1ml e cannule da 2mm) nel sito ricevente. Il trattamento può essere ripetuto dopo 30-60gg.

Indicazioni: le principali sono rappresentate da:
Perdita di sostanza e atrofia dei tessuti molli (post-traumatica, iatrogena, cicatriziale, esiti di poliomielite);
Radiodermiti;
Ulcere trofiche (vascolari, diabetiche, da decubito etc.);
Cicatrici ipertrofiche, cheloidee, retraenti (da ustioni);
Fibrosi cutanea, sottocutanea e periprotesica post – radioterapia;
Irregolarità cutanee post quadrantectomia e dopo ricostruzione mammaria post mastectomia;
Pectus escavatum;
Lipoatrofia facciale da farmaci anti retro-virali (pazienti HIV+);
Sindrome di Romberg (emiatrofia facciale);
Sindrome di Polland (atrofia emitorace: ipoplasia mammaria, assenza muscolo grande e piccolo pettorale, ipotrofia cartilagini costali);
Morbo di Dupuytren (retrazione dell’aponeurosi palmare);
Irregolarità cutanee (esiti di precedenti interventi quali Lipoaspirazione, Mastoplastiche, etc.);
Ipotrofia labiale;
Ipoplasia zigomatico-malare;
Ipotrofia mentoniera.

Lʼintervento: viene eseguito in regime di convenzione per le patologie descritte ed in regime libero-professionale per le alterazioni estetiche.

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